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Amore e Psiche

Amore e Psiche

L’enigma dell’amore

pp. 264, 1° ed.
9788829719624

La favola di Amore e Psiche, tramandata dalle Metamorfosi di Apuleio, è forse la più affascinante e misteriosa di ogni tempo. Il figlio di Afrodite, Amore, si innamora di Psiche, l’anima, ma il loro amore ha una condizione: Psiche non dovrà mai vedere il volto del suo amato. Amore diventa così lo sconosciuto amante notturno, che la possiede nel buio e all’alba sparisce. Psiche però, vinta dal desiderio di conoscere il suo amante, lo coglie nel sonno e gli illumina il volto con una lampada. Amore fugge, lasciando Psiche nella disperazione, ma i due innamorati, dopo un lungo periodo di peripezie, si ritroveranno e si uniranno in matrimonio: dalla loro unione, nascerà Voluttà. La favola ha dato vita a un numero infinito di variazioni. Secondo La Fontaine, per cui «tutto l’universo obbedisce all’Amore», i due amanti rappresentano la prova che l’illusione e il desiderio, cioè l’amore al buio, siano da preferire alla realtà. Per Keats, che diventa il «sacerdote di Psiche», Amore e Psiche simboleggiano il trionfo dell’amore. Secondo Heine, la colpa di Psiche, che «si lascia morire perché i suoi occhi hanno visto il corpo nudo del suo Amore», rappresenta i mali del cristianesimo. Per Leopardi, la curiosità di Psiche, «che era felicissima senza conoscere», è la prova dei danni della conoscenza. Secondo Pascoli, Psiche è l’emblema dell’impossibilità dell’amore, e non a caso ritroverà il suo Amore solo «oltre la morte». Per Marina Cvetaeva, la favola è il simbolo di quello che l’amore dovrebbe essere: «anima senza corpo». Il significato di Amore e Psiche, quindi, rimane un mistero, che rispecchia, forse, l’enigma dell’amore.

Autori

nato a Düsseldorf nel 1797 e morto a Parigi nel 1856, è il più noto poeta tedesco dell’Ottocento, ma anche grande intellettuale e giornalista, uomo d’azione e scrittore politico di fama europea. Dopo aver compiuto studi di diritto, filosofia e filologia tra Bonn, Berlino e Gottinga, e dopo lo scoppio della Rivoluzione di Luglio del 1830, fino alla sua morte, ha vissuto nella capitale francese, svolgendo un ruolo essenziale di mediazione tra le due culture. Come ha scritto Lukács, egli è stato il solo scrittore tedesco dell’Ottocento che ha avuto una vera influenza sulla letteratura mondiale.
, il più giovane dei grandi romantici inglesi, nasce nel 1795 nei sobborghi di Londra. Orfano in giovanissima età, comincia a studiare e lavorare come apprendista medico-farmacista, attività che abbandona in seguito per dedicarsi completamente alla poesia, che inizia a pubblicare dal 1816. Entrato a far parte del circolo radicale di Leigh Hunt, è oggetto di una pesantissima campagna critica contro la cosiddetta «cockney school of poetry». Tra il 1818 e il '20 scrive le sue opere maggiori: i poemi epici Endimione e Iperione, i romances (Isabella, La Vigilia di Sant'Agnese, Lamia), l'opera drammatica Ottone il grande e le grandi Odi. Ma già all'inizio del 1820 si erano manifestati i segni della tubercolosi. Venuto in Italia in cerca di un clima più propizio, muore nel febbraio del 1821 a Roma, dove è sepolto.

 (1621 - 1695), nato a Chateau Thierry, nel 1646  si fissa a Parigi preferendo la compagnia di giovani poeti agli studi di diritto- Entrato a far parte della corte di scrittori protetta dal soprintendente Foucquet, gli dedica il peoma Adonis e inizia in suo onore L'Elégie aux nymphes de Vaux che sarà pubblicata solo quando Foucquet è già stato arrestato. La fedeltà al suo mecenate in disgrazia gli costa l'ostilità del re. Coltivando accuratamente una reoutazione di poeta distratto e un po' pigro, riesce a conservare la propia indipendenza grazie all'immenso successo della Fables (1668 - 1678, 1693), di cui pubblica dodici libri. Oltre a racconti in versi alquanto licenziosi e a commedie, pubblica un solo romanzo: Gli amori di Psiche e Cupido (1669). Nel a684, malgrado l'ostilità del re il quale impone che prima vi venga ammesso Boileau, viene eletto all'Académie.