Una vita per il cinema

Una vita per il cinema

Storia e memorie del pittore scenografo Italo Tomassi

pp. 320, 1° ed.
9788829795291
Il volume porta alla luce una figura professionale in via di estinzione, quella del pittore scenografo, che ha contribuito significativamente a costruire quell’identità artigianale e creativa che ha caratterizzato buona parte del cinema italiano. Grazie allo studio dell’archivio personale del pittore scenografo Italo Tomassi (1910-1990), all’elaborazione delle sue memorie e delle testimonianze orali a lui dedicate, viene qui ricostruita una delle tante microstorie della produzione cinematografica italiana che contribuiscono a raccontare un frammento essenziale della cultura del Paese. Una vita per il cinema è il titolo che lo stesso Tomassi aveva scelto per descrivere il suo lavoro – effimero per natura, destinato a scomparire dopo l’ultimo ciak – in un manoscritto in cui raccontava la sua avventura cinematografica attraverso diari di lavorazione, documenti, fotografie, oggetti di scena, disegni e memorie personali.

Autore

 è professoressa associata all’Università di Parma. Si occupa principalmente dei rapporti tra il cinema, l’architettura e la moda, concentrandosi in particolare sulla storia e sul ruolo del costume e della scenografia nel cinema italiano. Si è a lungo dedicata, inoltre, alla storia della critica cinematografica. È direttrice della rivista accademica «Cinergie. Il cinema e le altre arti». Ha pubblicato saggi e articoli su volumi e riviste nazionali e internazionali. Fra le sue recenti monografie: L’abito necessario. Fili trame e costumi nel cinema e nella televisione (2022), Ciak si sfila. Genesi ed evoluzione dei fashion show in 30 film (con Grazia D’Annunzio, 2023). Fra i libri curati negli ultimi anni: Culture del film. La critica cinematografica e la società italiana (con Michele Guerra, 2020), Narratrici di storie e nuove forme del racconto di sé e del mondo (con Stefania Babboni, 2023). È vicedirettrice del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (csac) dell’Università di Parma.